
Se nel tuo ambiente utilizzi Windows Server 2022, Windows Server 2016 o Office LTSC 2021, nei prossimi mesi hai alcune scadenze Microsoft da non dimenticare.
Il 13 ottobre 2026 termina il supporto di Office LTSC 2021 e il supporto mainstream di Windows Server 2022. Il 12 gennaio 2027 termina invece il supporto esteso di Windows Server 2016.
Le tre date sono vicine, ma non significano la stessa cosa.
La prima cosa da sapere è che il 13 ottobre 2026 il supporto di Windows Server 2022 non termina del tutto.
Il sistema passa dal supporto mainstream al supporto esteso, e gli aggiornamenti di sicurezza continueranno fino al 14 ottobre 2031. Per il sistema operativo, quindi, non c’è un problema di sicurezza immediato.
Cambia soprattutto l’evoluzione del prodotto. Durante il supporto esteso Microsoft continua a rilasciare gli aggiornamenti di sicurezza, ma non introduce più nuove funzionalità e non corregge più i malfunzionamenti non legati alla sicurezza.
Per chi gestisce l’infrastruttura è una differenza importante.
Se hai un ambiente Windows Server 2022 stabile, con hardware adeguato e applicazioni supportate, non c’è necessariamente motivo di sostituirlo solo perché termina il supporto mainstream. È però un buon momento per iniziare a pianificare il passaggio successivo. Se stai progettando oggi una nuova infrastruttura, vale la pena considerare Windows Server 2025, l’attuale versione LTSC più recente.
La domanda da porsi, quindi, non è: “Windows Server 2022 è fuori supporto e ora..?”
Ma piuttosto:
Per quanto tempo ha senso mantenerlo nel mio ambiente?
C’è però un caso in cui la fine del supporto mainstream di Windows Server 2022 ha effetti più concreti: i terminal server su cui gira Microsoft 365 Apps.
Microsoft supporta Microsoft 365 Apps su Windows Server 2022 solo durante la fase mainstream, che termina a ottobre 2026. Per dare tempo ai clienti di completare la migrazione, gli aggiornamenti di sicurezza delle app desktop proseguiranno fino al 10 ottobre 2028.
Per chi gestisce una farm RDS (Remote Desktop Services) significa che il sistema operativo resta coperto fino al 2031, mentre la suite Office che ci gira sopra no.
È una dipendenza da considerare nella pianificazione, soprattutto se si sta valutando il passaggio da Office LTSC a Microsoft 365 Apps proprio su questi host. Se il tuo ambiente VDI o RDS presenta già problemi di stabilità o prestazioni, questa scadenza può essere l’occasione per rivederne l’architettura.
Con Office LTSC 2021 la fine supporto è definitiva: Dal 13 ottobre 2026 Microsoft non fornirà più aggiornamenti di sicurezza, correzioni dei bug né supporto tecnico per il prodotto.
Office continuerà a funzionare: Word, Excel e Outlook non smetteranno improvvisamente di aprirsi.
Il problema è quello che succede dopo la fine supporto di Office LTSC 2021. Se viene scoperta una nuova vulnerabilità, per questa versione non sarà più disponibile una normale correzione Microsoft.
Per questo non basta sapere quante installazioni di Office LTSC 2021 ci sono: bisogna capire dove si trovano e come vengono utilizzate.
Una workstation è una cosa. Un ambiente RDS, in cui la stessa installazione di Office viene usata contemporaneamente da molti utenti, è un’altra.
In questo secondo caso Office diventa parte dell’architettura del servizio, e la scelta della versione da mantenere assume un peso rilevante.
Per chi deve restare su un modello di licenza perpetua, Microsoft indica Office LTSC 2024 come la versione on-premises più recente. L’alternativa è il passaggio a Microsoft 365 Apps, se il modello in abbonamento e i servizi cloud sono coerenti con l’ambiente. Sugli host RDS con Windows Server 2022 va però considerato il limite di supporto descritto sopra.
Se hai ancora Windows Server 2016, la situazione richiede ancora più attenzione.
Il supporto mainstream è terminato da tempo e il supporto esteso si chiuderà il 12 gennaio 2027. Da quella data Windows Server 2016 non riceverà più i normali aggiornamenti di sicurezza.
Anche in questo caso il server non smetterà di funzionare. Ed è proprio questo che può rendere difficile la migrazione: spesso il sistema è ancora perfettamente operativo e ospita applicazioni che nessuno vuole toccare senza aver prima verificato tutte le dipendenze.
Prima di decidere cosa fare, bisogna quindi capire che ruolo ha quel server. È un file server? Un application server? Un domain controller? Ospita un gestionale? È una macchina virtuale che esegue un’applicazione legacy?
Aggiornare Windows può essere semplice. Aggiornare tutto ciò che dipende da Windows lo è molto meno.
Per alcuni scenari Microsoft prevede anche gli Extended Security Updates (ESU). Li considererei però uno strumento per guadagnare tempo quando la migrazione non può essere completata subito, non una strategia definitiva.
Quando si avvicina una scadenza Microsoft, l’errore più comune è partire direttamente dall’acquisto delle nuove licenze.
Io, se fossi in te, partirei dall’inventario.
Prima di tutto bisogna sapere quali versioni sono effettivamente presenti. Poi occorre capire dove sono installate e quali applicazioni girano su quei sistemi.
Un Windows Server 2022 dedicato a un servizio secondario non ha necessariamente la stessa priorità di un Windows Server 2016 che ospita un’applicazione critica.
Allo stesso modo, dieci installazioni di Office LTSC 2021 su workstation non sono paragonabili a un ambiente RDS con centinaia di utenti.
La priorità nasce dall’architettura, non dalla data sul calendario.
No, ma è il momento di capire cosa cambia e decidere con quali tempi intervenire.
Una volta definito il percorso tecnico, si arriva naturalmente al tema economico.
Non tutti gli ambienti richiedono lo stesso modello di licensing, e non sempre la scelta si riduce ad acquistare tutto nuovo.
Se vuoi mantenere un modello di licenza perpetua, la divisione Serverlab reused dedicata alle licenze di seconda mano, può essere un’opzione da valutare.
L’obiettivo è ridurre il costo delle licenze mantenendo il modello perpetuo, con licenze verificabili e documentazione a supporto in caso di audit.
È una possibilità, non una scelta obbligata. Prima viene la verifica tecnica; poi si decide come acquistare le licenze necessarie.
Se utilizzi Windows Server 2022, Windows Server 2016 o Office LTSC 2021, partirei da tre domande:
Se utilizzi Windows Server 2022, Windows Server 2016 o Office LTSC 2021, partirei da tre domande:
Dalle tue risposte si può stabilire cosa aggiornare subito, cosa pianificare e cosa può ancora aspettare.
Perché il sistemista zen diche cheuna migrazione fatta bene non parte dalla scadenza di un prodotto, ma dalla comprensione dell’ambiente che quel prodotto sostiene.
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