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Ivanti Workspace Control EOL 2026: VDI Profiler è un’alternativa per VDI e RDS?

Ivanti Workspace Control EOL

A fine 2026 Ivanti Workspace Control arriverà alla fine del suo ciclo di vita. Per chi lo usa da anni, soprattutto in ambienti VDI e RDS, si apre una fase critica: come continuare a gestire il workspace degli utenti senza aggiungere complessità, instabilità o tempi di logon insostenibili? È una domanda che Serverlab conosce bene, avendo lavorato con questa famiglia di prodotti fin dai tempi di RES PowerFuse, passando per RES Workspace Manager, RES ONE Workspace e poi Ivanti Workspace Control.

Ivanti Workspace Control EOL: quale alternativa scegliere nel 2026?

Abbiamo cercato a lungo un’alternativa a Ivanti Workspace Control, ma questo non ha significato confrontare liste di funzionalità. I nostri sistemisti hanno trovato e scartato diverse soluzioni. Workspace Control ha una precisa filosofia di gestione e, dopo anni di utilizzo, cambiare strumento significa anche adottare un nuovo modo di configurare e amministrare l’ambiente. Per questo abbiamo cercato una soluzione che partisse dalla stessa logica, per affrontare la migrazione senza dover riprogettare tutto da zero. Il risultato di questi mesi di ricerca di laboratorio è VDI Profiler.

VDI Profiler può sostituire Ivanti Workspace Control? La stessa filosofia di “workspace pulito”

Il punto di contatto più interessante tra le due soluzioni è proprio il modo di concepire il workspace. In un ambiente VDI l’obbiettivo non è replicare un PC tradizionale, ma costruire un ambiente pulito, stabile e prevedibile, nel quale vengono applicate solo le impostazioni necessarie. È uno dei principi che ha reso RES PowerFuse, e poi le evoluzioni di Workspace Control, così efficace nella gestione degli utenti.

VDI Profiler segue la stessa filosofia: si parte da un workspace “vuoto” e si aggiungono solo le configurazioni richieste, gestite da una console centralizzata. In questo modo l’ambiente rimane ordinato nel tempo e si evita di dover “pulire” partendo da una configurazione caotica, tipica di un PC fisico.

Nel video, Davide Galanti racconta i motivi della scelta di Serverlab e spiega perché VDI Profiler rappresenta, nella nostra esperienza, una naturale alternativa a Ivanti Workspace Control. Punta l’attenzione sulla somiglianza nella logica di gestione che rende il passaggio più semplice da comprendere e permette di concentrarsi su ciò che conta davvero: mantenere un ambiente VDI pulito, stabile e facile da amministrare.

La scelta è motivata dall’esperienza quotidiana di chi questi ambienti li progetta, li utilizza e li gestisce sul campo, con l’obiettivo di ridurre i ticket ripetitivi legati a profili, stampanti, drive e impostazioni utente.

VDI Profiler per mantenere puliti i roaming profile

Uno degli aspetti più importanti negli ambienti VDI e RDS è la gestione dei roaming profile. Quando un utente accede a desktop virtuali, session host o dispositivi diversi, il profilo deve rendere disponibili le impostazioni e i dati realmente necessari, senza diventare un contenitore indiscriminato di file temporanei, cache, configurazioni obsolete e dati locali delle applicazioni.

Nel tempo, un roaming profile non controllato tende a crescere. Questo può influire sui tempi di logon e logoff, aumentare il traffico verso lo storage o i file server e rendere più complessa l’analisi dei problemi. Un profilo troppo grande o incoerente può inoltre causare comportamenti diversi tra utenti, sessioni e desktop virtuali.

VDI Profiler ci piace perchè aiuta a mantenere puliti e gestibili i roaming profile, perché permette di applicare le impostazioni del workspace in modo centralizzato, evitando che ogni configurazione debba necessariamente essere salvata nel profilo dell’utente. L’obbiettivo ambizioso è separare ciò che deve effettivamente seguire l’utente da ciò che può essere applicato dinamicamente all’accesso o mantenuto al di fuori del roaming profile.

Questo approccio consente di mantenere profili più leggeri, ordinati e prevedibili. Non si tratta soltanto di migliorare la pulizia dell’ambiente: significa anche ridurre una delle cause più frequenti di logon lenti, problemi di persistenza delle impostazioni e ticket ripetitivi legati a profili, stampanti, drive e configurazioni utente.

Quali ambienti VDI supporta VDI Profiler?

Può essere utilizzato in diversi scenari di virtualizzazione e desktop remoto, tra cui:

  • Citrix
  • Omnissa Horizon
  • Azure Virtual Desktop
  • Microsoft Remote Desktop Services (RDS)

VDI Profiler consente di gestire centralmente numerosi elementi dell’ambiente utente: applicazioni, stampanti, unità di rete, configurazioni di sistema e regole di comportamento del desktop. Il risultato è un workspace più ordinato e una gestione che punta a ridurre le configurazioni distribuite e la complessità delle GPO, con logon più veloci e ambienti più prevedibili.

Cosa cambia per gli amministratori che migrano da Ivanti a VDI Profiler?

Per chi amministra da anni Ivanti Workspace Control, il passaggio a VDI Profiler non richiede di “dimenticare” tutto ciò che si è imparato. La logica di base rimane simile: si parte da un’immagine gold pulita e si applicano regole centralizzate per applicazioni, stampanti, drive e impostazioni utente, senza appesantire il profilo con configurazioni non necessarie. La differenza principale sta nella leggerezza e nella focalizzazione: VDI Profiler è pensato specificamente per ambienti VDI e RDS, con un’architettura più snella e una console orientata a scenari di virtualizzazione. Questo si traduce in una curva di apprendimento più dolce per chi proviene da RES/Ivanti e in una gestione quotidiana più diretta, con meno layer intermedi e meno dipendenza da GPO complesse.

Come pianificare la migrazione: primi passi pratici

Una migrazione ragionata parte da un ambiente pilota, non da un taglio netto su tutta l’infrastruttura. Il consiglio è identificare un pool di desktop o session host rappresentativo (ad esempio un gruppo di utenti con profili “tipici”) e deployare VDI Profiler in parallelo a Ivanti Workspace Control, per confrontare tempi di logon, stabilità del profilo e comportamento di applicazioni e stampanti. In questa fase, è utile mappare le regole più critiche già presenti in Ivanti (drive mapping, stampanti per sede/OU, blacklist di impostazioni, ecc.) e riprodurle in VDI Profiler, verificando che il risultato finale sia equivalente o migliore in termini di pulizia e prevedibilità. Una volta validato il pilota, si può procedere per fasi: prima gli utenti meno critici, poi i reparti più sensibili, mantenendo sempre un piano di rollback chiaro (ad esempio disattivando le policy VDI Profiler e tornando alla configurazione Ivanti esistente) nel caso emergano problemi imprevisti

Vuoi valutare VDI Profiler come alternativa a Ivanti Workspace Control?

Se gestisci ambienti VDI o RDS basati su Ivanti Workspace Control e vuoi capire se VDI Profiler può essere la tua alternativa naturale, Serverlab può affiancarti in una valutazione concreta. Possiamo partire da un’analisi del tuo scenario attuale, definire un piano di migrazione graduale e supportarti nell’implementazione di un ambiente pilota, per verificare sul campo benefici in termini di logon, stabilità del profilo e semplificazione della gestione. Contattaci per una consulenza o per richiedere informazioni su VDI Profiler: trasformiamo l’EOL di Ivanti in un’opportunità per rendere il tuo ambiente VDI più pulito, veloce e facile da amministrare.

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